• Liana Celesti

Jung diceva che "SOLO IL GUARITORE FERITO PUÒ GUARIRE".



Ho estrapolato il contenuto su Chirone in quanto ora, come mai prima, abbiamo bisogno di ricordare il senso della nostra sofferenza, il senso della nostra Ferita che sanguina dolorosamente, ma che contiene al suo interno la Medicina per guarire e per farci scoprire il nostro immenso Talento e Potere!


Soprattutto se siete disperate in questo momento, cominciate a convincervi che la soluzione è già li dentro di voi e che avete il potere di cambiare le cose della vostra vita e finalmente di gioire!


“...Carl Gustav Jung parlava dell'archetipo del guaritore ferito, di colui che tiene in sè due poli opposti: il guaritore e il ferito. E così viene alla luce la figura di Chirone: nella mitologia era un centauro figlio illegittimo di Crono e Fillira, immortale.


Più saggio e benevolo di tutti i centauri fu grande esperto dell’arte medica e insegnante perfino di Asclepio, padre della medicina e di Eracle (Ercole in latino).


Fu proprio per mano di quest’ultimo che Chirone incontrò la sua fine: a seguito della sua terza fatica, quella della cattura del cinghiale di Erimanto, Eracle fece visita al centauro Folo il quale offrì del vino all’eroe aprendo la giara dei centauri che si arrabbiarono e si lanciarono contro Eracle che li respinse e ne uccise alcuni; i centauri, per difesa, si rifugiarono nella grotta di Chirone che, ignaro di ciò che stava succedendo, si fece incontro all’amico Eracle nell’istante esatto in cui questo scagliò una freccia che andò a colpire per errore il ginocchio del centauro.


Questa ferita inguaribile provocò molto dolore, e a nulla servirono i propri poteri autocratici al punto che il centauro sarebbe stato costretto ad una vita di sofferenza a causa della sua immortalità.


Zeus, però, mosso da compassione, permise a Chirone di donare la sua immortalità a Prometeo salvandolo e salvando con lui tutti gli uomini.


E’ proprio attraverso la sofferenza che Chirone impara l’arte della cura e a tenere sempre presente la propria ferita, che è simbolicamente lo spazio attraverso cui il dolore e la sofferenza possono entrare in lui....”


Ricordando che le prove che affrontiamo in questa vita, sono state scelte dalla nostra Anima prima di reincarnarci sulla Terra e che pur difficilissime e tostissime, siamo in grado di viverle, affrontarle, superarle.


Impariamo ad essere onesti con noi stessi e a trovare il coraggio di farci aiutare da una persona esterna a noi che riesce a vedere ciò che noi stessi non vediamo perché accecati dalla sofferenza.

“..e quindi uscimmo a riveder le stelle..”


Liana – www.iSegretidelCielo.it

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