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ACQUA DI SAN GIOVANNI – MITI E LEGGENDE

Nella notte tra il 23 e il 24 giugno, dopo pochissimi giorni dal Solstizio d'Estate del 21 che segna il cambiamento del movimento nella danza tra Luce e Ombra, giorno e notte, ci troviamo in una notte magica, dove sin dall'antichità si credeva che gli Spiriti potessero vagare indisturbati grazie alla luce che vince sull'ombra e dove anche le Fate possono essere viste dagli umani.


La Tradizione vuole che nei giorni precedenti si raccolga una moltitudine di piante e fiori da porre in una bacinella piena d'acqua alla vigilia del giorno dedicato alla nascita di S. Giovanni, da porre fuori all'aperto per tutta la notte per ricevere la “Rugiada degli Dei”, per poi lavarvisi al mattino successivo viso, mani, occhi e corpo per ottenere purificazione e protezione da malattie, disgrazie e malocchio, amore e fortuna.


Di seguito l'elenco delle 9 erbe magiche che possono essere raccolte nella notte del Solstizio e messe nell'acqua del 23.


Ecco i significati e le funzioni benefiche e magiche:


• la felce per aumentare i guadagni, • l’iperico contro il malocchio, • l’artemisia per allontanare la negatività, • la verbena per favorire la pace, • la ruta per portare gioia, • l’aglio per la protezione in generale, • l’agnocasto utile contro i morsi di serpenti e altri animali e anti-afrodisiaco, • la lavanda per proteggersi da disgrazie e attrarre la fecondità, • la ginestra utile nei riti funebri per aiutare l’anima dei propri defunti a passare nell’Aldilà.


Buona pratica.


“..e quindi uscimmo a riveder le stelle..”


Liana



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