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IL GRANDE AQUILONE: IL GIORNO SIMBOLICO DELLA MADRE – 8 settembre

Da oggi possiamo assistere alla formazione di un grande aquilone che proseguirà fino al giorno in cui Lilith entrerà nel segno del Capricorno.


Un grande aquilone che vede Mercurio in Vergine iniziare questa fase dai 26° e coinvolgere in opposizione Nettuno retrogrado in Ariete a 3°28' e in trigono Plutone retrogrado in Aquario a 3°23' e Urano in Gemelli a 5°41'.


Un grande aquilone in movimento lento e continuativo con la Luna che raggiunge in Leone Giove a 15°13'.


Un passaggio non casuale che si compie proprio nel giorno in cui la tradizione ricorda la nascita della Madre, la nascita di Maria.


Un aquilone in cielo non è un semplice schema geometrico: è una struttura che tiene insieme tensioni opposte, come le mani di una tessitrice che intrecciano fili lontani in un unico disegno.


La tessitrice del destino che ne gestisce i fili. E chi, se non la Grande Madre, sa tenere insieme ciò che sembra inconciliabile?


Mercurio in Vergine, il segno del raccolto, diventa oggi il vertice che tutto raccoglie e distribuisce: come le mani di Demetra che vagliano il grano, separando ciò che è maturo da ciò che va ancora lasciato alla terra. È un Mercurio che non vola via per fuggire, ma si fa concreto, terrenoi, quasi sacerdotale, saggio, il messaggero che invece di correre tra gli dèi si inginocchia a raccogliere.

In opposizione, Nettuno retrogrado in Ariete ci ricorda che ogni raccolto nasce da un atto di coraggio e di fede: il seme che si getta senza sapere se la terra lo accoglierà. È il fuoco primordiale che la Madre doma senza spegnere, la stessa tensione che vediamo in Iside quando affronta il caos di Seth per ricomporre ciò che è stato disperso.

Il trigono con Plutone retrogrado in Acquario e Urano in Gemelli aggiunge la componente più sotterranea e insieme più visionaria: come se la Grande Madre, mentre genera nel presente, stesse già riscrivendo il codice genetico del futuro.


Plutone in Acquario lavora nelle radici collettive, Urano in Gemelli scardina i vecchi linguaggi ormai obsoleti ed è la Luna, il corpo materno per eccellenza, a fare da ponte, raggiungendo Giove in Leone e portando questa alchimia silenziosa nel cuore, nella luce, nel gesto quotidiano.

È come se il cielo di oggi disegnasse in grande ciò che ogni Grande Madre ha sempre fatto in piccolo: tenere insieme gli estremi - fuoco e terra, memoria e visione, radice e slancio - senza lasciarne cadere nessuno.


Pachamama non sceglie tra il seme e il raccolto: li custodisce entrambi nello stesso grembo di tempo.


Forse l'invito di oggi è questo: lasciare che le tensioni che portiamo dentro trovino, come in cielo, un disegno che le tiene insieme invece di dividerle, fidandoci che dal contrasto nasce la forma e dalla forma nasce la vita.


“..e quindi uscimmo a riveder le stelle..”


Liana Celesti – Astrologia karmica evolutiva


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