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IL SOLE SESTILE A LILITH: LA RABBIA SACRA DEGLI ANTENATI

3 minuti fa
Tempo di lettura: 3 min

Lo Yod che da alcuni giorni ci accompagna non ha ancora finito il suo lavoro. Il Sole in Scorpione a 3°55' ne forma il vertice con Urano retrogrado in Gemelli e Nettuno retrogrado in Ariete, a cui oggi si aggiunge un sestile con Lilith in Capricorno a 4°45' e il quadro cambia tono: arriva un’onda potente di energia, resistenza e determinazione, che in alcuni casi può travestirsi da rabbia.

Se oggi ci sentite più accesi, più taglienti, meno disposti a sopportare, non state sbagliando qualcosa. State ricevendo qualcosa.

Lo Yod sappiamo essere una chiamata. Ma chiama di chi? In astrologia karmica-evolutiva l'albero familiare chiama il Sole (che in Scorpione parla ancora più deciso di eredità familiari), cioè noi, la nostra identità incarnata, perché si faccia carico di ciò che nel sistema familiare è rimasto fermo. Nettuno retrogrado porta a galla ciò che non si vedeva, i segreti, i non detti, le persone dimenticate. Urano retrogrado spezza il copione che si ripete da generazioni.

Nelle Costellazioni Familiari sappiamo che ciò che viene escluso, taciuto o negato in un clan non sparisce. Cerca una voce, e spesso la trova in qualcuno dei discendenti, che si ritrova a portare un’emozione, un destino, una rabbia che sembrano non appartenergli.

Lilith è la Sacerdotessa che ha detto no, la parte di noi che non si piega all’ingiustizia. In Capricorno è la Grande “Vecchia”, quella che porta la memoria dei secoli e sa quanto è costato resistere. Il Capricorno è il segno degli antenati, della linea verticale del tempo, del clan.

Quando Lilith in Capricorno incontra il Sole in sestile, un aspetto di apertura e collaborazione, la rabbia che emerge non è solo nostra. Spesso è la rabbia di chi è venuto prima: la nonna che non ha potuto scegliere, il bisnonno che ha taciuto, la donna del lignaggio a cui è stato tolto il diritto di dire no.

Tutto sembra essere collegato al lavoro di riconoscimento del nostro potere personale nella Luna Piena in Toro.

Ma c’è una differenza preziosa da imparare: la rabbia agita, sfogata addosso a chi ci sta vicino, ripete il copione, passa il peso alla generazione successiva, a un figlio, a un compagno, a noi stessi. La rabbia sentita, accolta nel corpo e trasformata in determinazione, diventa forza. Questo è il lavoro che ci chiede il cielo di oggi.

Lo Scorpione ci ricorda che non c’è trasformazione senza attraversare ciò che brucia. Il Capricorno ci insegna a dare a quella forza una struttura, una direzione, un confine. Insieme dicono: non demolire, costruisci. Non fuggire dal clan, ma non restare prigioniera della sua lealtà invisibile.

Quando senti salire la rabbia, fermati, appoggia i piedi a terra, porta una mano sul ventre e chiediti: “Questa rabbia è mia? Di chi è?” Spesso la risposta arriva come un volto, un nome, una sensazione.

Il Sole ci chiede di essere presenti e consapevoli, Lilith di essere autentici e fermi. Nettuno e Urano, retrogradi, ci ricordano che il cambiamento vero avviene prima dentro, nel silenzio, nell’ascolto, nel contatto con l’invisibile.

Non siamo soli in questo lavoro. Dietro di noi c’è una fila lunga di anime che aspetta, e che oggi, con questo cielo, ci mette una mano sulla schiena e sussurra: vai, ora tocca a te, noi veniamo con te.

“…e quindi uscimmo a riveder le stelle…”

Liana Celesti | Astrologa e Costellatrice Karmica Evolutiva


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